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Archive for giugno 2021

Proprio come si nota da questa foto scattata al lago di Fusine quando l’acqua è tranquilla l’immagine che vi si riflette è chiara ma appena soffia una leggera brezza la superficie s’increspa e le immagini, per chi guarda, si fanno più confuse ed incerte.

Quando si è agitati, stressati ed in ansia, o quando si è in collera si sperimenta qualcosa di simile: le immagini mentali sono più confuse, si accavallano, diventa più difficile riuscire a comunicare chiaramente e aumenta il rischio di fraintendimenti, di conflitto e di comportamenti reattivi, sia nella sfera professionale che privata.

Riuscire a ristabilire uno stato di quiete interiore è il presupposto necessario per comunicare con chiarezza e agire consapevolmente.

Esistono molte tecniche che aiutano a ristabilire uno stato di maggiore quiete interiore molte delle quali pongono l’attenzione sulla respirazione consapevole, sul ritmo respiratorio, ma includono anche l’uso delle visualizzazioni, ossia di immagini mentali guidate. Lo scopo non è di estraniarsi e dimenticare quanto accade attorno ma ritrovare una maggiore centratura e stabilità, a tutti i livelli.

Per comprendere perché le visualizzazioni funzionano ci soffermiamo a considerare le due seguenti due leggi della psicodinamica:

Prima legge: ” Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti”.

Terza legge: “le idee e le immagini tendono a suscitare le emozioni e i sentimenti ad esse corrispondenti”.

Cosa significa? Significa che c’è un legame tra il pensare, il sentire e l’agire e che se l’azione o il comportamento adottato in una data situazione non risulta soddisfacente o utile per migliorare la situazione (interna o esterna), e le relazioni (professionali e personali), abbiamo sempre la possibilità di agire in modo nuovo; ma per farlo è importante osservare quali sono le immagini mentali e i pensieri che si alimentano, quali emozioni e sentimenti suscitano. L’azione consapevole richiede una mente quieta e la quiete mentale può essere ritrovata e mantenuta attraverso la pratica della consapevolezza.

Simonetta Marenzi

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Questo articolo nasce dopo un laboratorio sul tema della promozione professionale e autoimprenditorialità svolto con una collega durante il quale più volte i partecipanti citavano, con una certa ciclicità due parole: Fiducia e Valore.

Oggi mi soffermo a riflettere sulla seconda, sulla parola valore, sul suo significato, spesso frainteso e confuso con il prezzo. L’etimologia della parola ci può venire in aiuto il cui significato rimanda all’idea di forte, gagliardo, merito e il suffisso “orem” indica una disposizione o stato. Quindi è di valore ciò che permette di conseguire o mantenere uno stato di forza e vitalità, energia. Quando il lavoro, – proprio e altrui – o quando i prodotti ottenuti attraverso il lavoro, vengono sminuiti, sottostimati, il prezzo non potrà che riflettere questa svalutazione. Il prezzo è il risultato di calcolo di costi e ricavi, e di legge di domanda e di offerta. Il prezzo è collegato al costo dei materiali impiegati, delle competenze e abilità necessarie per per la realizzazione di un bene o per la prestazione di un servizio; è collegato alla necessità di dare continuità ad un ciclo produttivo e di vita di una impresa. Ma è influenzato anche dalle politiche economiche nazionali e internazionali e soprattutto dalla “cultura” socio economica del tempo e del luogo”, ossia dalle emozioni e schemi di pensiero di un’epoca e contesto, che a loro volta sono influenzate dalla comunicazione mediatica e non solo.

Il prezzo non ha a che fare con il vero valore delle cose. Il prezzo è mediazione di tanti elementi e considerazioni. Il valore è altro. Le cose che sulla terra hanno maggior valore sono completamente sottostimate in termini di prezzo. L’acqua potabile, l’aria, la terra, la vita sono i primi esempi che mi vengono in mente che subiscono un costante processo di disistima e sono valori perché ne abbiamo assoluto bisogno per mantenerci in uno stato di vitalità ed energia. Ecco che il prezzo non può riflettere il vero valore delle cose perché alcune di queste sono inestimabili per loro stessa natura e molte altre sarebbero per la maggioranza delle persone inaccessibili. Altre ancora che invece “costano” molto, possono essere quasi del tutto prive di valore eppure riscontrare grande attrattiva.

Quando il lavoro è sottopagato viene tolta la possibilità di disporre di tutta l’energia (denaro) necessari per conservare uno stato di vitalità e di forza che sono necessari per far fronte alle esigenze della vita. Viceversa una sovrastima eccessiva, in termini di prezzo, porta a distribuire un’eccesso di forza- energia (e quindi anche il denaro) che se non viene incanalata in modo opportuno, molto spesso o viene sprecata o accumulata, e questo genera distorsioni in un sistema, genera malattia (per esempio bolle speculative, eccessi di risparmio, consumismo, investimenti “sbagliati”). Prezzo e valore sono due cose molto diverse.

La frase che ho scelto di Maria Montessori parla di “coscienza del valore”, coscienza di quali siano le cose da cui triamo davvero vitalità, energia e forza per la vita, che ci nutrono e ci sostengono; e coscienza di quali siano le abilità che a nostra volta ci permettono di donare forza, vitalità ed energia agli altri e alla Vita, attraverso il nostro agire quotidiano, attraverso il nostro lavoro.

Avere coscienza delle proprie predisposizioni, scoprire il proprio talento, ciò in cui già si percepisce di avere una certa forza, e riuscire ad esprimerla, allenarla e perfezionarla, che si tratti di una tendenza e predisposizione organizzativa, abilità nell’amministrare, inventiva e creatività – che possono esprimersi non solo in un lavoro artistico ma come arte di vivere e di trovare soluzioni nuove – significa scoprire il proprio valore ed esprimerlo, autorealizzarlo. In questo modo il ciclo di “dare e ricevere” trova il suo equilibrio e bilanciamento.

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