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Archive for dicembre 2020

Quando si parla di counseling nelle aziende gli obiettivi che vengono spesso menzionati sono il ridurre l’assenteismo, ridurre il turn over e gli infortuni, migliorare il clima relazionale, (solo per citarne alcuni). Obiettivi tutti validi ma qualcuno potrebbe tuttavia obbiettare che, in  momenti di “crisi”, ciò a cui i lavoratori  e  imprenditori  mirano non è il “benessere” dal punto di vista relazionale, quanto piuttosto ad una maggiore sicurezza lavorativa. Una garanzia di continuità.

Questa sicurezza lavorativa spesso è perseguita con un approccio volto a contenere il più possibile  i costi del personale. Se l’azienda risparmia sui costi del personale può “resistere” alle condizioni difficili del mercato. Già, ma per quanto? Inoltre è una tattica che già si pone in difesa. “Resistere in attesa di tempi migliori” . Siamo davvero certi che sia una strategia sempre valida?

Ma soprattutto perché un imprenditore dovrebbe spendere denari ed energie per provare a migliorare qualcosa di “intangibile” come le relazioni interpersonali, l’organizzazione interna, la motivazione, offrendo formazione, counseling e coaching interno piuttosto che negli investimenti, di nuove attrezzature, nel marketing o nell’innovazione tecnologica?

E’ bene anticipare che una cosa non debba per forza escludere l’altra ma soprattutto è fondamentale considerare la formazione del personale, il counseling e il coaching aziendale come strumenti utili a creare innovazione – un fare nuovo (lì dove le vecchie modalità non stanno più dando frutti) – sia in termini relazionali che di sviluppo delle potenzialità latenti e della creatività di una impresa. L’impresa ha bisogno di utilizzare forme diverse di capitale: umano, strumentale e immobiliare, finanziario. Investire per fare formazione ai collaboratori, sia per implementare le conoscenze tecniche che le consapevolezze interne e le soft skills,  è funzionale a migliorare  la motivazione e il piacere di far parte di quella impresa. E’ questo che dà vitalità ed energia, che Anima e muove, che genera passione ed  entusiasmo, creatività, coesione del gruppo di lavoro, resilienza e appartenenza; questi fattori  si ripercuotono, in prima istanza, sull’andamento gestionale dell’impresa che a sua volta favorisce quello economico e finanziario. 

Quindi non si tratta di scegliere su cosa investire per innovare ma di come investire.

La Psicosintesi ci ricorda anche etimologicamente l’importanza di dare attenzione ai diversi aspetti di un organismo complesso. Armonizzare bisogni diversi all’interno di una realtà molteplice quale è un’azienda, non solo è possibile ma auspicabile. Se una parte non sta bene l’intero sistema ne soffre. Il movimento verso l’abbondanza è un movimento che unisce, include, armonizza.

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Qui di seguito una sintesi dei sei principi etici promossi dall’Unesco per supportare gli Stati e le società civili nel prevenire e contenere i danni del cambiamento climatico.

  1. il cambiamento climatico sta danneggiando gli ecosistemi e di conseguenza la vita delle persone, ( molte delle quali sono costrette a migrare in cerca di condizioni più favorevoli con ripercussioni negli Stati di accoglienza). E’ necessario perseguire politiche responsabili ed efficaci e pensare allo sviluppo riducendo le emissioni di gas serra.
  2. Approccio precauzionale. La mancanza di assoluta certezza scientifica non va utilizzata come scusa per non agire tempestivamente di fronte ai gravi rischi del degrado ambientale. (Perché aspettare di intervenire nel contenere i problemi quando si può agire in favore di una maggiore abbondanza e bellezza? Perché attendere di curare un male quando si può agire per acquisire un maggiore benessere?)
  3. Equità e giustizia: il cambiamento climatico è un tema che tocca l’umanità intera. Le persone e i popoli più vulnerabili spesso sono esposte a un maggiore degrado ambientale. E’ fondamentale salvaguardare gli ecosistemi per le generazioni future attraverso politiche inclusive.
  4. Sviluppo sostenibile: è necessario progettare nuovi percorsi di sviluppo in grado di preservare gli ecosistemi e aumentare la resilienza dei popoli agli effetti del cambiamento climatico. Sviluppo sostenibile significa anche maggiore equità, giustizia e solidarietà in particolare verso le fasce più vulnerabili di fronte ai danni causati dal cambiamento climatico.
  5. Solidarietà: tra le persone, la gli Stati e tra le regioni del mondo, in modo che tutti possano godere di condizioni di vita accettabili. Solidarietà con tutti gli esseri viventi e con gli ecosistemi. (Continuare a spezzare il mondo in due e lasciare che una parte del globo venga ridotta ad un grande deserto a causa dello sfruttamento economico e sociale non è lungimirante)
  6. Conoscenza scientifica: per mitigare gli affetti avversi del cambiamento climatico i responsabili politici devono disporre di conoscenze che soddisfino standard di imparzialità, rigore, etica e trasparenza. Conoscenza arricchita dal sapere delle tradizioni locali e autoctone.

Agire verso un miglioramento delle condizioni di tutto il globo è agire in modo psicosintetico, ossia con attenzione alle diverse parti ed elementi che compongono un intero organismo vivente quale è la terra.https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000246226

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