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Archive for agosto 2013

 

C’è una novità interessante sul fronte della politica economica.  Da quanto letto su il Sole 24 ore (articolo di Cellino del 20/08/2013) e da il Fatto Quotidiano (articolo dell’11/08/2013 di Scacciavillani), il Governo Letta, con il pacchetto di provvedimenti contenuto nel decreto fare e semplificazioni,sta per varare un decreto che prevede l’emissione di obbligazioni garantite dalla Cdp (Cassa depositi e prestiti). La Cassa depositi e prestiti S.p.A., di seguito sinteticamente nominata Cdp, è una società partecipata per il 80% circa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e per la restante quota del 20% circa da diverse fondazioni bancarie. Di cosa si occupa? Svolge principalmente due attività: La prima, denominata “gestione separata”, si occupa di gestire, attraverso la raccolta del risparmio postale, il finanziamento degli investimenti statali e di altri enti pubblici, quali regioni ed enti locali. La seconda, denominata “gestione ordinaria”, si occupa del finanziamento di opere, di impianti e reti destinati alla fornitura di servizi pubblici e alle bonifiche e lo fa attraverso l’assunzione di finanziamenti e l’emissione di titoli, quali le obbligazioni. Il decreto fare prevede che i soldi raccolti attraverso queste obbligazioni non vadano a finanziare investimenti ed opere pubbliche, né lo sviluppo tecnologico e l’innovazione ma vengano utilizzati per finanziarie le banche affinchè riprendano a concedere mutui per le famiglie. Il processo è più o meno questo: la Cdp emette obbligazioni che vende sul mercato ottenendo liquidità dai risparmiatori, la liquidità viene pompata nelle banche che a loro volta dovrebbero utilizzarla per concedere mutui. Sorgono spontanee alcune domande:

  • Che garanzie ci sono che le banche usino quel denaro per concedere prestiti ipotecari anziché sbizzarrirsi in operazioni finanziarie di altra natura vanificando gli sforzi dello Stato?
  • Considerando il fatto che la banca concederebbe mutui con capitale prestato dalla Cdp, quindi senza rischiare nulla di suo, che garanzie ci sono a salvaguardia dell’operatività bancaria? Se le banche riprendono a concedere mutui allegramente attratti dal business degli interessi e dalla possibilità di cartolizzare i crediti (cedere i crediti sui mutui a terzi ottenendo così ulteriore liquidità per altre operazioni finanziarie), si creano i presupposti per una nuova bolla speculativa.
  • Perchè lo Stato si sostituisce alle banche in quella che dovrebbe essere una attività tipica delle stesse, ovvero la raccolta di risparmi e la concessioni di prestiti ai privati e non svolge la propria attività tipica di normatore, anche dei mercati finanziari?
  • Che possibilità ci sono, con l’attuale crisi del lavoro, di onorare le rate del mutuo?
  • Perchè non usare quel denaro per finanziarie attività che competono allo Stato quali educazione, formazione, innovazione tecnologica e scientifica?
  • Perchè la Cdp non concede direttamente i mutui ai richiedenti anziché dirottare i soldi nelle casse delle banche? Una delle cause che hanno portato alla crisi iniziata nel 2007 è legata al fatto che le banche concedevano mutui per importi eccedenti le capacità di rimborso dei richiedenti e poi “impacchetavano” e cedevano i crediti a terzi incassando altra liquidità con cui concedere altri prestiti, e così via, in una catena di creazione del denaro, privo di un valore effettivo perchè poggiante sul nulla, o sui debitii, e scollegato così dall’economia reale. I crediti ceduti escono dal bilancio della banca che così risulta solida e solvibile ma se una certa percentuale di debitori inizia ad avere problemi di solvibilità (cioè non paga i debiti) ecco che la bolla scoppia.

Si continua a pensare che per uscire dalla crisi sia sufficiente pompare liquidi nelle imprese, in particolare quelle legate al mercato del mattone. Se si ha un mutuo ma non un lavoro che permette di onorarlo la casa viene pignorata e messa all’asta con ulteriore deprezzamento del mercato immobiliare. Tanto per fare una metafora: che se ne fa uno dell’auto se non ha i soldi per acquistare la benzina né ha la possibilità di guadagnarli? 

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Chi si rivolge ad un counselor aziendale lo può fare sia per problemi di natura gestionale che di natura organizzativa e relazionale. Un imprenditore, ad esempio, vantava un credito importante verso un cliente abituale e questo naturalmente influiva non solo nella gestione di cassa ma anche nella relazione lavorativa tra questi due partner commerciali. Il mancato pagamento era legato sia ad esigenze finanziarie del cliente ma anche da una dinamica relazionale impostata in modo errato. Per cui, per risolvere il problema abbiamo lavorato su entrambi i livelli, modificando la dinamica relazionale ed impostando una diversa gestione del credito a vantaggio di entrambe le aziende.

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Queste sono le proposte in partenza in autunno.

Corsi dedicati alla crescita personale e sviluppo di sé e al miglioramento dei processi e dell’organizzazione aziendale

Per informazioni su costi e date incontri telefonare al 331 9728174 o inviare una mail a: simonetta.marenzi@libero.it

COMUNICAZIONE E SVILUPPO

CREARE SINERGIA IN IMPRESAREARE SINERGIA IN IMPRESA

SUPERARE LA CRISI

COMUNICAZIONE INTERPERSONALE – teorico e pratico

(2 ORE)

CO-OPERARE E COMUNICARE IN AZIENDA (2 ORE)

PERCEZIONE E DEFINIZIONE DI CRISI (2 ORE)

CONOSCERE I PROPRI FILTRI -teorico e pratico

(3 ORE)

COSA E COME COMUNICA L’AZIENDA (con collaboratori e stackholder) (3 ORE)

DEFINIZIONE DEL PROBLEMA -PROBLEM SETTING (2 ORE)

STILI COMUNICATIVI – teorico e pratico(3 ORE)

STILI MANAGERIALI

(3 ORE)

QUALI STRUMENTI A DISPOSIZIONE – PROBLEM SOLVING (2 ORE)

CAVALCARE VERSO L’OBIETTIVO – laboratorio esperienziale a cavallo

CAVALCARE VERSO L’OBIETTIVO – laboratorio esperienziale a cavallo

LABORATORIO DI ARTI MARZIALI – conoscere e gestire le emozioni e proprio stile comunicativo

LABORATORIO DI ARTI MARZIALI – conoscere e gestire le emozioni e proprio stile comunicativo

LABORATORIO DI ARTI MARZIALI – conoscere e gestire le emozioni e fronteggiare il problema

L’IO E LE SUE MASCHERE (2 e ½ ORE)

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RUOLI SOCIALI (2 ore)

FRONTEGGIARE I PROBLEMI

(2 ore)

ASCOLTO ATTIVO -teorico e pratico

ASCOLTO ATTIVO -teorico e pratico

ASCOLTO ATTIVO -teorico e pratico

CONOSCERE E GESTIRE LE EMOZIONI (1 ora)

COMUNICARE EFFICACEMENTE E MOTIVARE (2 ORE)

IL PROCESSO DECISIONALE (2 ORE)

GESTIRE E PREVENIRE IL CONFLITTO (1 ora)

GESTIRE E PREVENIRE IL CONFLITTO (1 ora)

ATTIVARE LE RISORSE (2 ORE)

LA COMUNICAZIONE DI GRUPPO- ATTORI E DINAMICHE

RABBIA ED AGGRESSIVITA’ – FRAINTENDIMENTI E PAURE -PUNTI DEBOLI E DI FORZA-ATTIVARE IL SOSTEGNO DEL GRUPPO laboratorio di 5 ore (3+2)

RABBIA ED AGGRESSIVITA’ – FRAINTENDIMENTI E PAURE -PUNTI DEBOLI E DI FORZA-ATTIVARE IL SOSTEGNO DEL GRUPPO laboratorio di 5 ore (3+2)

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L’intervento del counselor aziendale va visto non solo in un’ottica di facilitazione nella risoluzione di dinamiche conflittuali interpersonali o intrapersonali ma  orienta e supporta il cliente in tutta una serie di problematiche, apparentemente di natura esclusivamente economica. Faccio un esempio: Una persona, con un progetto imprenditoriale che coinvolgeva altre due persone, si rivolge a me per chiarire le cause dei ritardi nell’avvio dell’impresa. Da un primo colloquio erano emerse le remore del soggetto richiedente su uno dei due partecipanti al progetto ma soprattutto era emersa la mancanza di effettivo interesse economico, da parte di uno dei possibili soci, verso il progetto in sè, attratto invece da altre prospettive non pertinenti il business stesso. Esplorare in anticipo queste difficoltà ha permesso il risparmio di una notevole quantità di energia, in termini di denaro e di tempo-lavoro.

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