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Archive for ottobre 2012

Molto spesso le persone non sono interessate a ciò che accade nel mondo dei mercati finanziari perché reputati difficili da comprendere e distanti dalla realtà quotidiana. Si crede erroneamente che tali notizie riguardino investitori, banche e pochi soggetti lontani da noi e dalla nostra vita quanto lo è il pianeta Marte e che, proprio come il pianeta, la finanza eserciti qualche influsso di cui non si conosce ancora la portata. Tuttavia curiosare tra notizie di finanza ed economia può essere molto illuminante. Oggi osserveremo più da vicino cosa sono le “operazioni di vendita allo scoperto” o per dirla in modo complicato le “short selling” e quali conseguenze possono scatenare.  Si tratta di operazioni molto controverse, che consistono in questo:

  • tra gli operatori di borsa iniziano a circolare notizie pessimistiche su una determinata azienda. La domanda che si pongono è: “Come posso lucrare sulla malasorte altrui?” . Risposta. “dovrei vendere questi titoli/azioni il prima possibile. Peccato che non li possegga. Ma posso farmeli prestare da qualcuno!!”
  • Gli operatori di borsa si rivolgono quindi a chi possiede in abbondanza tali titoli e glieli chiede in prestito, dietro pagamento di un compenso per l’affitto a breve termine. Più è lungo il contratto di affitto più interessi pagano.
  • A questo punto i titoli, ottenuti in prestito, vengono piazzati sul mercato e venduti a terzi incassando il relativo corrispettivo. Se le cose procedono come da previsione, queste vendite consistenti esercitano una influenza al ribasso per cui altri cominceranno a vendere facendo diminuire ancora il valore del titolo dell’azienda, ignara di essere sotto “bombardamento”.
  • Quando il valore è ribassato in modo adeguato l’operatore di borsa riacquista i titoli,da restituire al leggitimo proprietario, ad un prezzo più basso rispetto alla vendita da lui effettuata poc’anzi; al momento della restituizione paga “il noleggio” e si porta a casa la differenza.

Cosa c’entra tutto questo con i nostri problemi quotidiani? Vi propongo una storia che è solo una metafora, ma aiuterà forse a capire possibili effetti: supponiamo che esista una località che chiamiamo “Beta” e supponiamo che uno di nome Caio creda che a “Beta” le case perderanno valore e voglia guadagnarci qualcosa. Caio sa che Tizio possiede molte case a Beta e le affitta per un certo periodo. Caio mette poi in vendita tutte le case affittate da Tizio e, più o meno velocemente, riesce a venderle incassando  ad esempio 500 mila euro. Questa ondata di vendite fa nascere sospetti, a torto o a ragione, alla gente del luogo ed anche a chi ha appena acquistato casa che, temendo di vedere svalutare la proprietà, cerca di vendere a sua volta e velocemente, a costo di  ribassare il prezzo. A questo punto Caio riacquista ad un prezzo più basso, diciamo 300 mila euro, le stesse case da lui vendute poco prima e le restituisce a Tizio, saldando l’affitto di 50 mila euro e tenendo per lui il resto: 150 mila euro.

Qual’è il succo della storia? Che qualcuno ha venduto qualcosa che non possedeva (e forse per questo si chiamano vendite allo scoperto) ed è riuscito pure a lucrare sulla vendita. Ma Beta è ora una città semideserta, gli abitanti hanno perso molti denari svendendo le loro case e l’economia locale ha subito un grosso danno. Il denaro di chi aveva comprato casa a Beta, e di chi vi lavorava, è ora in mano a Caio, che se la spassa. Le operazioni allo scoperto non riguardano la compravendita di case ma l’esempio vuole illustrare gli effetti della speculazione. Naturalmente non sempre le cose vanno così; a volte questi speculatori sbagliano le previsioni. Accadde nel 2008 e l’azienda bersaglio fu la Wolkswagen ma, per sua fortuna, chi aveva acquistato il titolo dai trader se lo tenne stretto con il risultato che in una settimana il valore delle azioni aumentò di molto e chi voleva speculare si ritrovò a perdere molto denaro per riacquistare a caro prezzo le azioni da restituire al legittimo proprietario. In Italia questo tipo di operazioni ha subito degli stop nei momenti di maggiore crisi e delle ripartenze nei momenti di lieve ripresa. Il 1 novembre entra in vigore il Regolamento EU NR 236/2012 del 14 marzo 2012 che non vieta tali operazioni ma cercherà di regolamentarle a livello europeo onde evitare discrepanze tra i diversi Paesi. Che dire… tutte le volte che non ci interessiamo ad alcuni aspetti e fatti che influenzano il nostro quotidiano deleghiamo questo potere ad altri. Conoscenza e consapevolezza possono restituirci la voce per chiedere giusta tutela a chi ci rappresenta.

Simonetta Marenzi

Counselor aziendale e sociale

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