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Archive for giugno 2022

Cosa significa immaginare una nuova era? Significa essere consapevoli dei veri bisogni, di cosa non piace più della situazione attuale di popoli e globale e soprattutto di come vogliamo immaginare la vita futura collettiva. Significa iniziare ad accorgersi che la ricerca spasmodica della soddisfazione del piacere e dell’espressione dei propri istinti, impulsi e desideri, quando non mediati da un centro di consapevolezza e di volontà di bene più ampio è alla base della crisi globale attuale economica, finanziaria, politica e climatica.

Qui di seguito troverete il testo in italiano che riporta sei azioni positive, proposte dal Segretario generale per le Nazioni Unite, per il cambiamento climatico sui cui i governi dovrebbero concentrarsi nella fase di riavvio delle economie post COVID. Tuttavia è bene ricordare che qualunque programma politico-economico e sociale si può realizzare meramente dal punto di vista meccanico, logistico, pratico senza generare però effetti sul piano etico e morale, che sono il frutto di un lavoro di consapevolezza e autocoscienza in merito al tema della reciprocità e volontà di bene.

Faccio un esempio: costruire una casa o un villaggio significa manifestare concretamente un progetto edilizio. Tale progetto potrebbe anche essere “evoluto” da un punto di vista ideativo e architettonico: rispettoso dell’ambiente, dei bisogni di sostenibilità e di un’ideale di “vivere” che dia dignità, armonia e benessere a chi ci abiterà. Sul piano pratico si dovranno poi organizzare tempi, metodi, forza lavoro e materiali per l’esecuzione e già qui, se da un punto di vista “morale”, di coscienza individuale, quei valori non trovano rispondenza da parte dell’impresa che è chiamata alla realizzazione dell’opera, l’opera stessa ne verrà sminuita in misura corrispondente. Oppure potrebbe anche darsi che l’opera venga realizzata in modo impeccabile ma con manodopera sottopagata e sfruttata a causa di appalti che giocano al ribasso; in questo modo il vantaggio dei futuri proprietari e dell’impresa verrebbe costruito sulle spalle, sul sudore e talvolta sul sangue di alcuni che non sono stati tutelati e visti. Ciò che alla fine davvero si manifesta è una idea che viene però distorta, sul piano pratico dagli istinti, impulsi e desideri di chi partecipa alla realizzazione del progetto.

L’eticità e il benessere non è il risultato di un programma o di un progetto politico, economico e finanziario, ma la conseguenza di un lavoro educativo, formativo di conoscenza e consapevolezza a partire da chi è chiamato a ideare e far realizzare quei programmi e progetti.

In particolare invito a soffermarsi sulla frase evidenziata in arancione che chiede di compiere un cambiamento verso una economia più sostenibile che funzioni sia per le persone che per il pianeta. L’ho sottolineata perché sento e vedo sempre più spesso situazioni di lavoratori che definire precari significa sottovalutare e minimizzare il problema. Compensi orari e giornalieri che rendono impossibile l’autonomia e l’indipendenza grazie ad una libertà contrattuale crescente che non vede più riconosciuti stipendi minimi, malattia, straordinari, ferie, possibilità di diventare indipendenti, costruirsi una famiglia, essere umani. Se questo è divenuto possibile significa che è stato reso possibile. Se è stato reso possibile è stato voluto. In caso contrario significherebbe che è frutto di inconsapevolezza e scarsa autocoscienza; ecco perché è importante lo sviluppo non solo materiale ma anche spirituale.

La schiavitù, purtroppo, non ha soltanto cambiato volto e forma; ora non è più confinata in alcune zone del globo ma è senza confini. Mal comune non è mezzo gaudio ma il sintomo che l’intero organismo è malato. Quindi c’è ancora molto da fare e non solo dal punto di vista materiale, ma soprattutto dal punto di vista spirituale, educativo, di consapevolezza, empatia e volontà di bene. Il progresso delle conoscenze materiali e tecnologiche non accompagnate da un progresso sul piano spirituale, etico e morale individuale e globale hanno accelerato e innescato situazioni di crisi a tutti i livelli.

Fortunatamente esistono imprenditori, aziende, realtà economiche, che già coniugano attenzione sul piano materiale e spirituale e sono costoro che per primi hanno immaginato e iniziato il movimento verso una nuova era. La politica può scegliere se e come sostenerli in modo opportuno.

Ecco il testo: “Mentre i paesi si muovono verso la ricostruzione delle loro economie dopo COVID-19, i piani di ripresa possono plasmare l’economia del 21 ° secolo in modi puliti, verdi, sani, sicuri e più resilienti. La crisi attuale è un’opportunità per un cambiamento profondo e sistemico verso un’economia più sostenibile che funzioni sia per le persone che per il pianeta.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha proposto sei azioni positive per il clima che i governi dovranno intraprendere una volta che avranno deciso di ricostruire le proprie economie e società:

1.Transizione verde: gli investimenti devono accelerare la decarbonizzazione di tutti gli aspetti della nostra economia.
2.Attività verdi e crescita sostenibile e inclusiva
3.Economia verde: rendere le società e le persone più resilienti attraverso una transizione che sia giusta per tutti e che non lasci indietro nessuno.
4.Investire in soluzioni sostenibili: i sussidi ai combustibili fossili devono finire e chi inquina deve pagare per il proprio inquinamento.
5.Affrontare tutti i rischi climatici
6.Cooperazione: nessun paese può avere successo da solo.
Per affrontare l’emergenza climatica, i piani di ripresa post-pandemia devono innescare cambiamenti sistemici a lungo termine che cambieranno la traiettoria dei livelli di CO2 nell’atmosfera.

I governi di tutto il mondo hanno impiegato molto tempo e sforzi negli ultimi anni per sviluppare piani per tracciare un futuro più sicuro e sostenibile per i loro cittadini. Considerarli ora come parte della pianificazione della ripresa può aiutare il mondo a riprendersi meglio dalla crisi attuale”

(Tratto https://www.un.org/sustainabledevelopment/climate-change/)

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